Animazione 3D di prodotto: come presentare oggetti in modo cinematografico
Dal briefing al render finale. Come trasformo un oggetto fisico in un protagonista visivo con animazione 3D, illuminazione cinematografica e ambienti costruiti su misura.

L’oggetto come protagonista
Quando un brand mi chiede un video di prodotto in 3D, la prima cosa che dico è: non stiamo facendo un catalogo. Un oggetto animato in 3D deve raccontare una storia — deve avere un ambiente, una luce, un movimento che comunichi qualcosa di più delle sue specifiche tecniche.
La differenza tra un render di prodotto e un’animazione 3D cinematografica è la stessa che c’è tra una foto prodotto su sfondo bianco e una campagna pubblicitaria: entrambe mostrano lo stesso oggetto, ma una lo presenta, l’altra lo fa desiderare.
Il processo: dal disegno tecnico al mondo costruito
Ogni progetto segue un flusso preciso che ho affinato in anni di lavoro.
Fase 1 — Studio dell’oggetto. Ricevo i disegni tecnici, le foto di riferimento, i campioni fisici quando possibile. Studio i materiali: come riflette la luce il metallo? Quanto è trasparente il vetro? Come si comporta la superficie? Questi dettagli fanno la differenza tra un render che sembra finto e uno che sembra fotografato.
Fase 2 — Modellazione e materiali. Costruisco il modello 3D in 3ds Max partendo dai disegni tecnici originali. I materiali sono fisicamente accurati — non basta che “sembrino” metallo, devono reagire alla luce come il metallo vero: riflessi, rifrazione, microimperfezioni superficiali. Per i gioielli, ad esempio, i diamanti hanno bisogno di indici di rifrazione specifici perché la dispersione della luce sia credibile.
Fase 3 — Ambiente e illuminazione. Qui si gioca la partita. L’oggetto esiste in uno spazio — e quello spazio comunica il posizionamento del brand. Per un brand di lusso, costruisco ambienti con materiali nobili: marmo, acqua, luce naturale morbida. Per un prodotto tecnico, ambienti industriali con luci nette e contrasti forti. L’illuminazione è cinematografica: key light, fill, rim — esattamente come su un set reale.
Fase 4 — Animazione e camera. I movimenti di camera guidano lo sguardo: dal panorama generale al dettaglio del prodotto. Ogni movimento ha un ritmo preciso. La camera non si muove a caso — rivela progressivamente, crea aspettativa, porta l’occhio dove deve andare.
Fase 5 — Render e color grading. Il render produce i frame grezzi. Il color grading in DaVinci Resolve li trasforma nel look finale: contrasto, tonalità, atmosfera. È la stessa fase finale che applico ai film — e fa la stessa differenza.
Due esempi concreti dal mio portfolio
JOR — Collezione Liaison. Per questo brand di gioielli ho costruito un intero mondo onirico in Unreal Engine 5: il Colosseo, statue classiche, superfici d’acqua riflettente. I gioielli sono i protagonisti — la camera li attraversa, ci gira attorno, li rivela tra colonne e archi. Ogni anello con diamanti ha materiali fisicamente accurati: la luce si disperde attraverso le pietre esattamente come nella realtà. Il risultato non è un catalogo: è un viaggio. Guarda il caso studio completo.
Guerciotti 60 Anni. Per i sessant’anni di Guerciotti ho animato il telaio in carbonio della bicicletta da corsa: un oggetto tecnico che doveva comunicare precisione ingegneristica e passione artigianale insieme. La camera esplora ogni dettaglio costruttivo — le fibre di carbonio, le saldature, le geometrie — in un ambiente scuro e cinematografico che esalta le forme. Guarda il caso studio completo.
Perché il 3D e non una foto?
La domanda è legittima. Un fotografo bravo può fare foto prodotto straordinarie. Ma l’animazione 3D offre cose che la fotografia non può:
Movimenti impossibili. La camera può attraversare l’oggetto, entrarci dentro, orbitargli attorno a velocità controllata. Non ci sono limiti fisici.
Ambienti su misura. Vuoi il tuo prodotto in un palazzo del Rinascimento? In orbita? Sott’acqua? Nel 3D l’ambiente si costruisce esattamente come serve il racconto.
Controllo totale sull’illuminazione. Ogni luce è posizionabile al millimetro. Ogni riflesso è controllabile. Nessun compromesso con la luce ambiente o i limiti dello studio.
Versioni e varianti. Colore diverso? Materiale diverso? Ambientazione diversa? Si cambia il parametro e si rilancia il render. Non si riorganizza un set fotografico.
Cosa serve per partire
Se stai valutando un’animazione 3D per il tuo prodotto, ecco cosa mi è utile per darti un preventivo accurato:
Disegni tecnici o file CAD dell’oggetto (se disponibili), foto di riferimento del prodotto reale, un’idea del tono che vuoi comunicare (lusso, tecnico, giocoso, istituzionale), la destinazione del video (social, sito web, fiera, spot TV) e la durata indicativa.
Da lì costruisco una proposta con storyboard, tempistiche e costi. Il mio approccio è diretto: un unico referente che gestisce modellazione, animazione, illuminazione e color grading in un workflow integrato. Meno passaggi, più coerenza, tempi più rapidi.
Hai un progetto in mente?
Se questo articolo ti ha dato spunti utili e vuoi capire come applicarli al tuo progetto, raccontami di cosa hai bisogno.

