Breakdown VFX: Along Came Ruby — effetti visivi e pipeline con un colorist di Hollywood
Come ho creato gli effetti dello spaziotempo per un cortometraggio sci-fi, lavorando in DaVinci Cloud con Walter Volpatto — il colorist di Star Wars, Dunkirk e Megalopolis.

Il progetto e il team
Along Came Ruby è un cortometraggio sci-fi diretto da Riccardo Suriano, girato a Sacramento e ambientato in un mondo post-apocalittico. Ruby, una ragazza di 18 anni, attraversa un paesaggio devastato in cerca del fratello. Durante il viaggio incontra una donna anziana misteriosa — e scopre che passato e futuro sono più vicini di quanto pensasse.
Collaboro con Riccardo da tempo. Su questo progetto ho curato gli effetti visivi. La color è stata fatta da Walter Volpatto — colorist di Hollywood con crediti su Star Wars: The Last Jedi, Dunkirk, Megalopolis, Green Book, Interstellar. Membro dell'Academy, consulente del Science and Technology Council. La fotografia è di Joey Katches, il montaggio di Bryan A. Mackenzie.
Se ho avuto l'opportunità di lavorare con Walter, il merito è di Riccardo. La sua visione per il film e il suo standard qualitativo hanno portato a costruire un team di quel calibro anche su un cortometraggio indipendente.
La scena: quando passato e futuro si toccano
Il momento chiave del film è l'incontro tra Ruby giovane e Ruby vecchia nello stesso spazio fisico. Passato e futuro si sovrappongono, lo spaziotempo si piega. Le due versioni dello stesso personaggio si guardano, si avvicinano, si toccano — e l'energia di quel contatto è visibile, fisica, reale.
La sfida era creare un effetto che fosse credibile senza sembrare generico. Non volevamo il solito portale circolare blu — volevamo qualcosa che sembrasse una frattura nello spazio, organica, instabile, viva. Qualcosa che il pubblico sentisse prima di capirla razionalmente.
La preparazione: reference e visione condivisa
Prima di toccare After Effects, io e Riccardo abbiamo passato tempo a parlare. Abbiamo guardato film e serie con sequenze di manipolazione temporale, analizzato cosa funzionava e cosa no, discusso il tono che volevamo. Le reference spaziavano da Arrival a Stalker di Tarkovskij — non per copiare, ma per capire il principio: gli effetti migliori sono quelli che il pubblico sente prima di vedere.
Non stavamo cercando un effetto spettacolare — cercavamo un effetto che servisse la storia. Questa fase è spesso sottovalutata. Quando un regista e un VFX artist sono allineati sulla visione prima di iniziare, il lavoro tecnico diventa molto più efficiente. Non stai cercando di interpretare un'indicazione vaga — sai esattamente dove andare.
La pipeline Roma-Hollywood: DaVinci Cloud ed EXR
Ecco la parte che rende questo progetto speciale dal punto di vista tecnico. La color grading era nelle mani di Walter Volpatto a Los Angeles. Io ero a Roma. Lavoravamo sulla stessa timeline in DaVinci Cloud.
Il workflow funzionava così: Walter applicava la sua color sulla timeline. Io prendevo le scene che richiedevano effetti visivi dalla timeline in formato EXR — un formato che preserva tutti i metadata, comprese le informazioni di color. Lavoravo sugli effetti in After Effects, esportavo nuovamente in EXR e ricaricavo sulla timeline condivisa. Walter sostituiva le clip e la sua color rimaneva intatta — nessun nodo perso, nessuna informazione degradata.
Questo è possibile perché l'EXR è un formato a virgola mobile che mantiene tutta la gamma dinamica e i metadata del progetto. Se avessimo lavorato con ProRes o H.264, ogni passaggio avrebbe compresso l'immagine e distrutto informazioni. Con gli EXR, il passaggio VFX è trasparente — come se l'effetto fosse sempre stato lì.
Abbiamo testato la pipeline prima di iniziare il lavoro vero. Un test su una scena semplice per verificare che il roundtrip EXR funzionasse senza intoppi — export, lavorazione in After Effects, reimport, verifica della color. Tutto ha filato liscio. Quando la pipeline è solida, ti puoi concentrare sulla creatività.
Gli effetti: creare uno spaziotempo credibile
Per gli effetti della sequenza ho usato After Effects e Maxon One. L'obiettivo era creare una frattura spaziotemporale che avesse qualità fisiche: energia, instabilità, luce che si comporta in modo anomalo.
L'effetto finale è un insieme di elementi sovrapposti: distorsioni spaziali nell'aria, particelle luminose che fluttuano come polvere in un raggio di sole, scariche di energia simili a fulmini che si manifestano quando le due Ruby si avvicinano, aberrazioni cromatiche e lens flare che suggeriscono un'interferenza sulla "pellicola" stessa del film.
Ogni elemento è stato animato a mano — niente preset, niente plugin one-click. Quando usi elementi preconfezionati per effetti come questi, il risultato è immediatamente riconoscibile come "effetto stock". Per renderlo credibile devi costruirlo da zero, strato per strato, e integrarlo con l'illuminazione e la color della scena.
Il momento più delicato è quello in cui le dita si toccano e l'energia si scarica tra le due mani. Quel fulmine tra le dita doveva sembrare reale — doveva seguire il movimento delle mani, reagire al contatto, avere un comportamento fisico coerente. L'ho animato frame-by-frame per i momenti più critici.
Oltre alla scena principale dello spaziotempo, ho lavorato su altri effetti nel film: uno schermo TV che si deteriora, rimozione di oggetti dal set e altri interventi di clean-up che servivano la narrazione.
La shot più difficile
C'è una sequenza dove Ruby è in primo piano e dietro di lei lo spazio si deforma. La camera è in movimento, lei si muove, l'ambiente è l'interno del rifugio — legno, oggetti, ombre. Tutto si muove.
Ho dovuto rotoscopare Ruby frame per frame per separare il primo piano dallo sfondo, poi applicare la distorsione solo allo sfondo mantenendo il primo piano intatto. Il tracking doveva essere perfetto perché qualsiasi errore sarebbe stato visibile immediatamente — il volto umano è la prima cosa che il nostro cervello controlla.
Il risultato: nessuno nota l'effetto come "effetto" — vedono una scena dove qualcosa di strano sta succedendo all'aria dietro Ruby. Esattamente l'obiettivo.
Lavorare con un colorist di quel livello
Walter Volpatto ha fatto la color per alcuni dei film visivamente più memorabili degli ultimi vent'anni. Lavorare sulla stessa timeline di chi ha fatto il grading di Star Wars e Dunkirk ti dà una prospettiva molto chiara su cosa significa qualità a quel livello.
Per i miei VFX, questo significava che non potevo permettermi approssimazioni. Gli effetti dovevano integrarsi perfettamente con una color di livello cinematografico — se avessi sbagliato luminanza, saturazione o temperatura colore, sarebbe saltato all'occhio immediatamente. La pipeline EXR era fondamentale proprio per questo: mi permetteva di lavorare nello stesso spazio colore di Walter, senza conversioni che avrebbero introdotto errori.
Cosa ho imparato
Testa la pipeline prima di iniziare. Non importa quanto sei sicuro che funzionerà. Un test di roundtrip completo — export, lavorazione, reimport, verifica — costa un'ora e può salvarne cento.
Il tempo in preparazione col regista non è mai sprecato. Le ore che io e Riccardo abbiamo passato a guardare reference e discutere il tono dell'effetto si sono tradotte in un processo di produzione lineare, senza ripensamenti o direzioni cambiate a metà.
Il meno è più. Le prime versioni dell'effetto erano troppo evidenti. Riccardo ha avuto ragione a chiedere di tirare indietro — l'effetto funziona meglio quando è al limite della percezione, quando lo spettatore non è sicuro di cosa ha visto.
Il formato conta. L'EXR ha reso possibile una collaborazione tra Roma e Hollywood senza perdita di qualità. La scelta del formato è una decisione creativa, non solo tecnica.
Il film è disponibile su YouTube e Film Shortage. Puoi vedere il mio lavoro nel caso studio nel portfolio.
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Crediti: Regia Riccardo Suriano — Fotografia Joey Katches — Color Walter Volpatto — VFX Piero Perilli — Montaggio Bryan A. Mackenzie — Con Alexandra Boulas e Liz Kastner.
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