PIERO.
Motion Graphics7 min di lettura

Motion graphics per spot istituzionali: dal tratto continuo all’animazione 2.5D

Come trasformo temi complessi in racconti visivi chiari e coinvolgenti. Due approcci diversi — tratto continuo e animazione 2.5D — per due clienti istituzionali.

Motion graphics PMI — animazione tratto continuo

Il problema di sempre: rendere interessante ciò che è complesso

Bonus fiscali, welfare aziendale, procedure burocratiche. Ogni azienda e istituzione ha messaggi importanti da comunicare che però — diciamolo — non sono esattamente avvincenti. Il testo scritto non basta, il video parlato annoia. La motion graphics risolve questo problema: trasforma concetti astratti in immagini che si seguono con piacere.

In questo articolo racconto due progetti dove ho affrontato la stessa sfida — comunicare un tema istituzionale — con due approcci visivi completamente diversi.

PMI — Il tratto continuo che non si interrompe mai

PMI mi ha chiesto un video per raccontare la propria missione: “Abbiamo cura di te”. Il messaggio parla di attenzione, di cura, di un percorso che accompagna la persona. Serviva uno stile visivo che incarnasse questi valori.

La scelta: un unico tratto continuo per due minuti. Zero tagli, zero stacchi. Una linea che si trasforma continuamente — diventa un profilo, poi delle mani, poi un albero, poi una famiglia — guidando lo spettatore in un flusso ininterrotto. È la traduzione visiva della cura: qualcosa che non si interrompe, che accompagna dall’inizio alla fine.

La sfida tecnica era seria. Ogni transizione doveva essere naturale — ogni elemento doveva nascere dal precedente senza forzature. Ho progettato l’intero storyboard come un’unica linea narrativa, poi animato in After Effects frame per frame le transizioni critiche. Tocchi di acquerello aggiungono emozione senza interrompere il flusso della linea.

Il risultato è un video ipnotico dove il messaggio arriva senza fatica. Guarda il caso studio completo.

Acea Acqua — La mascotte 2.5D che guida il racconto

Acea Acqua doveva comunicare il Bonus Idrico — un tema burocratico per definizione. La sfida: mantenere la serietà istituzionale di Acea rendendo il contenuto accessibile e perfino simpatico.

La scelta: animazione 2.5D con una goccia d’acqua come mascotte. Il 2.5D è una tecnica che dà alle illustrazioni 2D le sembianze del 3D attraverso profondità, ombre e movimenti su più piani. La goccia ha personalità ed espressività — strizza l’occhio, gesticola, guida lo spettatore attraverso i passaggi del bonus con transizioni fluide e tipografia animata.

Lo stile grafico è pulito e in linea con il brand Acea: palette azzurra, illustrazioni flat con quel tocco di volume dato dal 2.5D, animazione morbida. Il risultato è uno spot dove un tema complesso diventa semplice da capire. Guarda il caso studio completo.

Due approcci, una filosofia

PMI e Acea sono progetti molto diversi nello stile, ma condividono lo stesso principio: il linguaggio visivo deve servire il messaggio, non decorarlo.

Per PMI il tratto continuo non è un vezzo grafico — è la traduzione visiva della continuità della cura. Per Acea la mascotte 2.5D non è un’aggiunta carina — è lo strumento che rende umano un tema burocratico. In entrambi i casi, lo stile nasce dal brief, non da una scelta estetica a priori.

Quando la motion graphics è la scelta giusta

La motion graphics istituzionale funziona quando il contenuto è concettuale piuttosto che visivo. Se devi mostrare un prodotto fisico, probabilmente ti serve un video girato o un’animazione 3D. Ma se devi spiegare un processo, raccontare valori, comunicare dati o procedure — la motion graphics trasforma l’astratto in concreto.

I vantaggi rispetto al video girato per questo tipo di comunicazione: nessun set, nessun cast, nessun vincolo meteo. Modifiche e aggiornamenti sono semplici. Il messaggio arriva anche senza audio (fondamentale per i social). E soprattutto: il livello di controllo su ogni frame è totale.

Il mio processo per spot istituzionali

Ogni progetto inizia con una domanda: qual è la singola cosa che lo spettatore deve capire alla fine del video? Da lì costruisco il racconto a ritroso.

Lo storyboard viene prima di tutto. Non parto mai dall’animazione — parto dalla struttura narrativa. Poi definisco lo stile: illustrativo, geometrico, tipografico, misto? Dipende dal brand, dal target, dal canale di distribuzione. Solo dopo passo all’animazione vera e propria in After Effects, dove il ritmo e il timing fanno la differenza tra un video che si guarda e uno che si subisce.

La post-produzione finale — color, sound design, export ottimizzato per ogni piattaforma — chiude il ciclo in un workflow integrato dove tutto passa per le stesse mani.

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Se questo articolo ti ha dato spunti utili e vuoi capire come applicarli al tuo progetto, raccontami di cosa hai bisogno.