Color Grading per film: il mio workflow in DaVinci Resolve
Dal LOG al look finale: come lavoro il colore su un film. Il processo che uso come colorist certificato DaVinci Resolve, dalla prima correzione al delivery.

Il colore non è decorazione
C'è un malinteso diffuso sul color grading: molti lo considerano l'ultimo passaggio, il "filtro" da applicare quando tutto il resto è finito. Non è così. Il colore è narrazione. Definisce il tono emotivo di ogni scena, guida l'occhio dello spettatore, separa i piani temporali, distingue i personaggi.
Lavoro come colorist certificato DaVinci Resolve da diversi anni, su film, documentari e spot. In questo articolo condivido il workflow che applico su un progetto cinematografico — non la teoria, ma quello che faccio concretamente quando un regista mi consegna il girato.
Fase 1: Il dialogo iniziale
Prima di toccare una node, parlo con il regista e con il direttore della fotografia. Il DOP è l'artista che ha immaginato l'atmosfera del film — io sono il tecnico che deve tirarla fuori dal girato e portarla dove lui la vede. Questo dialogo è il passaggio più importante e il più sottovalutato.
Cosa chiedo: qual è il tono emotivo del film? Ci sono reference visive (altri film, fotografi, pittori)? Ci sono scene che devono distinguersi dal resto? Quali scelte di fotografia vanno preservate e valorizzate? Spesso è con il DOP che entro più nel dettaglio tecnico — parliamo la stessa lingua quando si tratta di luce, contrasto, resa delle ottiche.
Da questa conversazione nasce un documento di reference condiviso — una raccolta di frame, screenshot da altri film, palette cromatiche. È la bussola per tutto il lavoro che segue.
Fase 2: Conform e preparazione timeline
Ricevo l'EDL o l'XML dal montaggio e faccio il conform in DaVinci. Verifico che tutti i file media siano collegati, che i metadata delle camere siano corretti e che la timeline corrisponda esattamente al montaggio approvato.
Le camere che incontro più spesso: ARRI (LogC3 / LogC4), RED (IPP2 / Log3G10), Sony Venice (S-Log3), Blackmagic (BRAW / Film Gen 5). Ogni camera ha il suo spazio colore e il suo punto di partenza — conoscerli significa non perdere informazioni preziose nel primo passaggio.
Fase 3: Correzione primaria (balance)
Il primo passo è tecnico: portare ogni shot a un punto di partenza neutro e bilanciato. Esposizione, bilanciamento del bianco, contrasto di base. Non sto ancora creando un "look" — sto assicurandomi che il materiale sia pulito e coerente.
Su un film, questo significa anche uniformare shot girate in giorni diversi, con luce diversa, a volte con camere diverse. Il continuity di colore è invisibile quando è fatto bene — e disastroso quando manca.
Strumenti che uso in questa fase: Lift/Gamma/Gain per il bilanciamento, curve per il contrasto, qualifier per isolare problemi specifici (un incarnato troppo rosso, un cielo bruciato).
Fase 4: Il look — dove inizia la magia
Questa è la fase creativa. Sulla base neutra e bilanciata, costruisco il look del film — la firma visiva che lo renderà riconoscibile.
Come costruisco un look in DaVinci:
Parto dalla scena chiave — quella che il regista considera più rappresentativa del tono del film. Sviluppo il look su quella scena e poi lo estendo alle altre, adattandolo scena per scena.
Lavoro con node seriali e paralleli: una node per il contrasto creativo, una per la palette colori (spingo certi toni, desaturo altri), una per la texture (grana, halation se servono), una per le finestre e le maschere che guidano l'attenzione.
Non uso LUT preconfezionate come punto di arrivo. Le LUT possono essere un punto di partenza, ma il look di un film deve essere costruito su misura per quel film, quel DOP, quelle condizioni di luce. Un preset non può fare questo.
Fase 5: Secondarie e dettaglio
Dopo il look generale, lavoro sui dettagli shot per shot. Qui è dove il tempo si investe davvero.
Qualifier HSL: isolo incarnati per trattarli separatamente (spesso servono toni più caldi e saturi del resto della scena). Isolo cieli, vegetazione, elementi specifici che hanno bisogno di attenzione individuale.
Power Windows: vignettatere sottili per guidare l'occhio, maschere per correggere problemi di luce sul set (una finestra troppo luminosa, un'ombra dura sul viso). Uso il tracking di DaVinci per seguire i soggetti in movimento.
Face Refinement: DaVinci ha strumenti dedicati per il riconoscimento facciale. Li uso con parsimonia — non per "abbellire" ma per garantire che gli incarnati restino naturali e coerenti in ogni condizione di luce.
Fase 6: Review e iterazione
Qui entra il vantaggio del mio workflow integrato. Quando il regista vede il grading e dice "questa scena dovrebbe essere più fredda, più isolata" — posso anche intervenire sul montaggio se serve, accorciare un'inquadratura, cambiare un taglio. Non devo mandare note a un altro professionista e aspettare.
Di solito faccio 2-3 passaggi di review su un film. Il primo è il look generale, il secondo i dettagli, il terzo la rifinitura finale e il continuity check — riguardo tutto il film dall'inizio alla fine verificando coerenza.
Fase 7: Delivery
Il master finale dipende dalla destinazione: DCP per il cinema (P3 D65, gamma 2.6), Rec.709 per broadcast e streaming, HDR se richiesto (PQ o HLG). DaVinci gestisce tutto nativamente, incluse le versioni multiple per piattaforme diverse.
Se il film ha VFX, il grading e i VFX si parlano in continuazione — ed è qui che gestire entrambi fa risparmiare settimane. Non devo esportare shot, mandarle al VFX artist, aspettare il ritorno, rifare il match. È già tutto allineato. Scopri di più sui miei servizi di post-produzione e effetti visivi.
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